Oldies But Goldies: LITTLE STEVEN/ GREATEST HITS(1999) – EUGENIO MIRTI

LITTLE STEVEN GREATESTI HITS (EMI, 1999)

Little Steven è stato il chitarrista e il co-produttore di alcuni tra i migliori e più venduti album di Bruce Springsteen, da Born To Run a Born In the USA, e questo status gli ha permesso di influenzare la musica degli ultimi trent’anni come pochi altri.

E’ stato anche autore di una pregevole carriera solista, che raggiunse l’apice commerciale con la pubblicazione di “Bitter Fruit”, un singolo che esprime bene la vena stilistica del nostro: un sound rock sporcato con venature ritmiche caraibiche/sud americane, testi graffianti e impegnati, riff e fraseggi semplici ma ben costruiti e memorabili, senza tanti fronzoli.

Il suo Greatest Hits è uno di quei dischi “minori” che proprio perchè meno blasonato di altri potrebbe catturare la vostra sensibilità e sorprendervi piacevolmente, tra i richiami al soul (Lying In A Bed Of Fire, che sembra un brano degli Stones di Exile), il reggae di Solidarity fino ad arrivare alle ballad più malinconiche, come la sensuale Princess Of Little Italy.

Rimangono sempre un pò stucchevoli i suoni dei sint anni ’80, ma è un limite che Steven condivide con praticamente tutti gli artisti dell’epoca, dai Duran Duran ai Rolling Stones allo stesso Springsteen.. un piccolo pegno da pagare per accedere alla musica di un artista poliedrico e sorprendente.

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BRANI: Lyin In A Bed Of Fire / Forever / Princess Of Little Italy / Under The Gun / I’ve Been Waiting / Out Of The Darkness  / Solidarity /Los Desaparecidos /Checkpoint Charlie /Undefeated (Everybody Goes Home) /Vote! /Trail Of Broken Treates / Pretoria /Native America /No More Party’s /Bitter Fruit

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