RECENSIONE: BAD RELIGION/ TRUE NORTH – EUGENIO MIRTI

Bad Religion/True North – Epitaph, 2013

di Eugenio Mirti

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Lanciato dal singolo “Fuck You” (un titolo programmatico!) uscito il 6 novembre 2012, “True North” è il nuovo album dei Bad Religion, una delle più storiche formazioni di punk/hard core melodico americano. Nonostante i 34 anni di attività la band si presenta all’appuntamento compatta e ricca di energia: la raccolta comprende 16 brani, tutti velocissimi e mai troppo lunghi (la durata è sempre intorno ai 2′ circa, ma l’iperbolica Vanity si ferma a 1’02”!). Riff taglienti, testi pungenti, ritmiche esplosive, assoli di pregevole fattura… un ottimo condensato dell’approccio musicale per cui il sestetto californiano è famoso da più di tre decenni.

Si apprezzano particolarmente le impeccabili armonie vocali e la registrazione cristallina, da sempre marchi di fabbrica della band di Greg Graffin e Brett Gurewitz. Un album che piacerà ai fans storici della band e che è consigliato anche a chi non li ha mai frequentati e voglia formarsi un’opinione (naturalmente insieme a No Control del 1989 e Against Tha Grain del 1990).

Formazione: Greg Graffin (voce), Brett Gurewitz (chitarra, voce), Brian Baker (chitarra), Greg Hetson (chitarra), Jay Bentley (basso, voce), Brooks Wackerman (batteria).

Brani: True North, Past is Dead, Robin Hood in Reverse, Land of Endless Greed, Fuck You, Dharma and the Bomb, Hello Cruel World, Vanity, In Their Hearts is Right, Crisis Time, Dept. of False Hope, Nothing To Dismay, Popular Consensus, My Head is Full of Ghosts, The Island, Changing Tide.

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