Musica italiana: istruzioni per l’uso 4 – Battisti e jazzisti – Alessandra Soro

Nota dell’autrice: Dato che fin’ora mi sono dedicata a recensire e intervistare i cari artisti contemporanei della nostra penisola, perchè non continuare in questa direzione? L’ambiente della musica italiana spesso fa troppa paura, in senso ironico e non, a chiunque stia per metterci piede: “In quel locale non mi faranno mai suonare”; “Se voglio diventare famoso/a devo avere le giuste conoscenze/devo avere soldi che non ho”. Mi sembra doveroso prendersi una piccola pausa, e godersi la musica che la nostra terra ha da proporci – raccomandati o meno, di nicchia o vincitori di premi internazionali, in questa rubrica non interesserà. Buona lettura!

Battisti e jazzisti / SUONO Records, 2009
Autori: Mogol-Battisti
Arrangiamenti: Andrea Sartini (e Romeo Sacco per Il tempo di morire)

Girovagando per la Fiera del Libro – come al solito torno a casa con più cd che libri in borsa – mi sono imbattuta in un cd dal titolo particolare: Battisti e jazzisti. La mia curiosità è ovviamente salita alle stelle: come è possibile reinterpretare in tutt’altro genere dall’originale un artista – anzi, due – che, a mio parere e secondo l’intera critica italiana, è del tutto compiuto di suo? Non ho resistito, e tornata a casa sono rimasta davvero sorpresa.
Chiusa parentesi.

Romeo Sacco (cantante laureato in ingegneria elettronica ma da sempre appassionato di musica), Andrea Polinelli (sassofonista diplomato in sax jaz, e anche lui musicista da una vita) e l’Andrea Sartini Quartet (composto da Andrea Sartini al piano, Federico Leo alla batteria, Francesco Rocchi alla chitarra, Carmine Iuvone al basso e al contrabbasso) danno vita dopo un anno di preparativi, per altro non conclusi, a Battisti e jazzisti. Racconta Romeo Sacco nel booklet: “Gli arrangiamenti erano esclusivamente su carta, come traccia della base armonica su cui improvvisare. In studio nessuno aveva chiaro il disegno dell’insieme, che ha poi preso pian piano forma. […]”.

Nel booklet è presente anche una Guida all’ascolto, in cui gli artisti accompagnano traccia per traccia l’ascoltatore, raccontando qualcosa sulle motivazioni che li hanno spinti a riarrangiare i brani e danno qualche informazione tecnica al riguardo.

E’ sicuramente azzardato recuperare dal cassetto – tutt’altro che dimenticato dagli ascoltatori italiani – una colonna sonora così importante per la nostra penisola e riarrangiarla, oltre che strumentalmente, vocalmente. Spesso e volentieri nemmeno i più innamorati di Battisti potrebbero riconoscere il pezzo: sicuramente ricorderete Il tempo di morire, con il suo andazzo quasi sfacciato e il passo lento e provocatorio. Provate a dare un ascolto alla loro versione: vi posso assicurare che fino al minuto 1:11 – quando Romeo attacca a cantare – nessuno sarebbe in grado di riconoscerla.

Un progetto non singolare – Francesca Bellino aveva già pubblicato nel 2004 il libro Non sarà un’avventura. Battisti e il jazz italiano – ma unico nella riuscita: riarrangiamenti che non esitano a farsi ascoltare, scritti da musicisti di un certo calibro e con quel tocco di amore per Battisti e Mogol necessario per portare a termine un album come Battisti e jazzisti.

Brani: Emozioni; Il tempo di morire; Innocenti evasioni; Vento nel vento; Amore caro amore bello; Io vorrei non vorrei…; Perchè no; Aver paura di innamorarsi troppo; Amor mio; E penso a te; Soli; Mi ritorni in mente.

Musicisti: Romeo Sacco (voce); Andrea Polinelli (sax); Andrea Sartini (piano); Federico Leo (batteria); Francesco Rocchi (chitarra), Carmine Iuvone (basso e contrabbasso).

Advertisements