Musica italiana: istruzioni per l’uso 2 – Vocione / Vocione – Alessandra Soro

Nota dell’autrice: Dato che fin’ora mi sono dedicata a recensire e intervistare i cari artisti contemporanei della nostra penisola, perchè non continuare in questa direzione? L’ambiente della musica italiana spesso fa troppa paura, in senso ironico e non, a chiunque stia per metterci piede: una delle tante missioni di To Crash è proprio quello di mettere su un esercito che prenda a calci nelle parti delicate questo sistema. Credo che sia però necessario prendersi una piccola pausa da questo, e godersi la musica che la nostra terra ha da proporci – raccomandati o meno, di nicchia o vincitori di premi internazionali, in questa rubrica non interesserà. Buona lettura!

Vocione – Vocione / Monk Records, 2010

di Alessandra Soro 

Marta Raviglia e Antonio Cattano danno vita nel 2010 ad un cd più unico che raro: un duo di voce e trombone, unione che dà nome al gruppo e al primo album, e come sottolineano spesso, “cianfrusaglie”. Si può dire sia vocali che materiali: se Antonio si cimenta nell’utilizzare i più disparati oggetti come tappo per ottenere una gamma di suoni non indifferentemente originale, Marta si diverte ad utilizzare le proprie conoscenze classiche e jazzistiche creando melodie, e spesso “versi”, coinvolgenti e appassionanti, usando la propria voce come un verio e proprio strumento in un repertorio che spazia tra brani tradizionali, standard e pezzi propri.

L’album ha inizio con Sometimes I feel like a motherless child, brano tradizionale spiritual: Antonio si cura dell’accompagnamento alla voce, Marta della ritmica battendo le mani. Segue un brano di Bela Bartok, Study for the left hand, brano scritto appunto per lo studio pianistico della mano sinistra: ancora una volta Marta si occupa della melodia e Antonio dell’accompagnamento, ma alla fine della strofa voce e trombone si uniscono in un susseguirsi di suoni improvvisati.
Il terzo e il quarto brano sono i primi scritti da Antonio: The zippy mode  e Settembre. Il primo in pieno stile del duo, un insieme di versi scherzosi, scat e scale jazz; il secondo malinconico, cantato in inglese: il trombone è il filo conduttore, la voce racconta una storia.
Segue un must per il duo: dato l’amore per Thelonious Monk, non poteva mancare un brano in suo onore. Trittico Monk è un brano che unisce tre classici del pianista, Monk’s Dream, Epistrophy e Evidence. By the woods è invece il primo brano scritto per un cortometraggio da Marta, in collaborazione con S. Sbarzella. E’ particolare la presenza di cori, che creano un brano quasi d’ambiente.
O cessate di piagarmi, di Alessandro Scarlatti, è una curiosa scelta: le capacità vocali date dallo studio classico e i pianti cantati di Marta si combinano con la malinconia del trombone, dando vita a un’originale versione del brano. Segue Spunt-X, terzo brano di Antonio che si dedica nuovamente a ritmiche tutte jazz, passando da armonie coinvolgenti a malinconiche per passare a un brano di Marta, Cradle of night, che sfrutta l’eco della propria voce per creare un brano ambient in un’ atmosfera pacata. Dopo il quarto brano di Antonio, So waltz, su cui Marta canta e recita un brano tratto da un libro in cui impersona una signora dell’Inghilterra dello scorso secolo, si passa a un must di Antonio Carlos Jobim, Fotografia, in cui il trombone tiene il ritmo della samba senza problemi, nonostante l’evidente difficoltà di utilizzare uno strumento monofonico.
Si passa a un altro pezzo di Antonio, Mouthpiece, in cui Marta canta la storia di una ragazza che si innamora… del bocchino di un trombone! Una canzone provocante e coinvolgente, seguita da una canzone di Marta, Puzzo Spòsa, e un altro brano di Antonio, Via dele Barozze, in cui il trombone segue due diverse tracce e la voce accompagna di sottofondo.
L’album si chiude con una cover che lascia un sorriso: Alghero, di Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini – anzi, più precisamente, con un sorriso di Marta: ascoltare per credere!

Un duo che porta sicuramente un po’ di novità nella nostra penisola, e che nonostante la mancanza di strumenti ritmici e polifonici, è riuscito a dare vita a qualcosa che più che da ascoltare sulla poltrona di casa, è da vivere live: se passano per la vostra città, fate un salto. Tra la recitazione, la buona musica e le storie che Marta racconta, sono assicurate un paio d’ore molto intense!

Brani: Sometimes I Feel Like a Motherless Child; Study for the Left Hand; The Zippy Mode; Settembre; Trittico Monk: Monk’s Dream/Epistrophy/Evidence; By the ; O cessate di piagarmi; Spunt-X; Cradle of Night; So Waltz; Fotografia; Mouthpiece; Puzzo sposa; Via delle Barozze; Alghero.

Musicisti: Antonio Cattano (trombone); Marta Raviglia (voce).

Sito ufficiale di Marta Raviglia: http://www.martaraviglia.com/index.php

Facebook: https://www.facebook.com/pages/VOCIONE/172846119395127?sk=info#!/pages/VOCIONE/172846119395127

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